torna alla pagina iniziale  
il comune
Storia

Situato nella fertile pianura detta Bassa Veronese, Vigasio vede derivare probabilmente il suo nome da “vicus atii”, ovvero città degli Attii.
Il paese è attraversato dal Fiume Tartaro, nome che compare anche nelle storie del poeta latino villa - clicca per ingrandireTacito,che parla di “paludes tartari fluminis”, nel cui letto furono raccolte, a cominciare dal 1000, le acque dei fontanili.
Fu importante nella storia perché nodo di comunicazione, trovandosi sulla strada consolare romana che congiungeva Mantova a Verona.
Numerose armi ed utensili celtici sono state trovate in varie zone, in particolare nei pressi della località Campagna Magra, dove sono venuti alla luce una spada e una serie di tombe, con ricchi corredi di vasi e spade.

Nei primi secoli dopo Cristo, il terreno su cui ora sorge Vigasio era prevalentemente paludoso.
Furono i Frati Benedettini ad iniziare una grandiosa opera di bonifica.
Il gambero, presente nello stemma comunale, indica la vasta presenza dal crostaceo nel luogo quando il terreno era ancora ricoperto dalle paludi.
Accanto ad esso si può notare una rapa, simbolo che ricorda i primi prodotti frutti della coltivazione delle poche terre allora emergenti dalle paludi.

Le prime notizie certe su Vigasio risalgono però solo al 1014, quando l’imperatore Enrico II stabilì che il territorio doveva appartenere all’abbazia di San Zeno di Verona.
Nel 1164 l’imperatore Federino Barbarossa, venuto in Italia per opporsi alle ribellioni di alcuni comuni, si scontrò sui prati di Vaccaldo, una corte sita lungo la strada che da Vigasio va verso Castel d’Azzano, con le truppe comunali della lega veronese, che lo sconfissero.

villa Guerrieri, frazione Isolalta - clicca per ingrandireNel 1226 Vigasio si costituì ufficialmente come comune.
Esiste infatti uno statuto, risalente a quell’epoca, che è un significativo esempio di ordinamento giuridico di un comune rurale.
A quei tempi era sviluppata non solo l’agricoltura, ma anche la pastorizia.
A capo del comune c’era il Decano, affiancato dai consiglieri, con il Massaro, ovvero l’amministratore, e il Saltaro, che regolava lo sfruttamento di boschi e pascoli.

Sotto la Repubblica Veneta, dal 1405 al 1797, Vigasio fu centro di importanti commerci, e fu anche sede di un prestigioso vicariato.
Il municipio era ubicato in piazza ove ora esiste l’osteria del Leone, e in facciata riportava un affresco raffigurante il leone di San Marco, simbolo della Repubblica Veneziana.
Nei piani superiori dell’edificio che ospitava il municipio si amministrava la giustizia, ed esiste ancora oggi la cella con il soffitto a volta nella quale erano rinchiusi i condannati.

Nelle zone in precedenza occupate dalle paludi si insediarono successivamente le risaie.
In paese esistevano otto pile per la lavorazione del riso, azionate dai corsi d’acqua che irrigavano i campi.
I corsi d’acqua stessi erano di proprietà delle aziende che possedevano la terra e coltivavano il riso, tanto che ancora oggi alcuni proprietari di fondi agricoli vantano antichi diritti su corsi d’acqua per l’irrigazione dei propri campi.

pista ciclabile - clicca per ingrandireSeguirono grandi opere di disboscamento, che lasciarono spazio alle colture di gelsi, utili per l’allevamento dei bachi da seta.
Tale attività fu di grande importanza per il paese fino alla seconda guerra mondiale, tanto che era sorta una filanda, fonte di guadagno e occupazione.
Nel dopoguerra l’economia di Vigasio si è maggiormente differenziata, e il territorio ha visto sorgere vari insediamenti industriali di piccole e medie dimensioni.












servizi on line
conoscere vigasio
contatti